Nel cuore delle Alpi Retiche, tra le imponenti muraglie granitiche del Badile e del Cengalo, si sviluppa una delle alte vie più famose delle Alpi, nota come Sentiero Roma. Ideato negli anni Trenta da alcuni giovani del CAI di Milano questo sentiero, modificato e ampliato , si sviluppa tra severi valloni d'alta quota, tra boschi di abeti e larici toccando antichi villaggi e mulattiere consumate dal tempo. L'ambiente è severo, i dislivelli notevoli e alcuni passaggi impegnativi, ma la vista delle cime di granito o delle vette ghiacciate del Disgrazia e del Bernina danno all'escursionista un'enorme soddisfazione. Il trekking proposto si sviluppa in cinque tappe partendo da Novate Mezzola all'inizio della Val Codera a S. Martino in Val Masino.
1a: Mezzolpiano (316 m) - rifugio Brasca (1304 m)
Il solido, ripido e faticoso sentiero si inerpica tra bellissimi boschi che coprono il versante sinistro della valle. Incontrando segni della devozione dei valligiani si arriva alle case di Avedée e a Codera a 825 m. Raggiunta Codera e superato Saline tra boschi e pascoli la carrareccia porta agli alpeggi di Stoppadura e Bresciadega a 1214 m. Lasciato il rifugio Bresciadega, un comodo sentiero pianeggiante raggiunge il rifugio Luigi Brasca che ricorda uno dei maggiori alpinisti lombardi del primo novecento.
2a: rifugio Brasca (1304 m) - rifugio Omio (2100 m)
Si sale nella Valle Arnasca e tra torrenti e cascatelle un ripido sentiero conduce al bivacco Valli, a 1900 m, sotto un'enorme masso chiamato Sass Courbasc. Inizia ora una parte impegnativa che porta al tratto esposto, attrezzato con catene, del Passo Ligoncio, a 2575 m, sotto l'imponente Pizzo e la severa Sfinge. Dal passo un ripido sentiero porta al rifugio Omio.
3a: rifugio Omio (2100 m) - rifugio Gianetti (2534 m)
Questo tratto del Sentiero Roma è dedicato ad Ambrogio Risari. Si prosegue verso nord sotto la punta Milano fino al passo del Barbacan a 2620 m. Un sistema di cenge diagonali, attrezzate nel primo tratto, permettono la discesa nella Val Porcellizzo. Un facile sentiero pianeggiante porta al rifugio Gianetti posto ai piedi delle imponenti pareti granitiche del Badile e del Cengalo.
4a: rifugio Gianetti (2534 m) - rifugio Allievi-Bonacossa (2385 m)
È questa la parte più impegnativa del trekking, ma anche la più articolata e divertente. Passando sotto le enormi pareti si supera con notevole impegno il Passo Camerozzo, a 2765 m, attrezzato con catene per un lungo tratto e si scende nella Valle del Ferro per cenge esposte. Tra sfasciumi e enormi blocchi, si passa nelle vicinanze del Bivacco Molteni-Valsecchi e si sale al Passo Qualido a 2647 m. Con breve tratto attrezzato si scende in Val Qualido per salire di nuovo fino al Passo Averta a 2540 m. Con l'aiuto di funi metalliche si scenda in Val di Zocca e finalmente al rifugio Allievi-Bonacossa.
5a: rifugio Allievi-Bonacossa (2385 m) - S. Martino (923 m)
Dal rifugio un divertente e comodo sentiero riporta nel bosco a fianco di fresche cascatelle. Sotto le enormi e famose pareti della Val di Mello si percorre tutto il fondovalle a fianco del torrente dalle acque cristalline. Si raggiunge così l'abitato di S. Martino.









