La Provincia di Varese rientra nel complesso delle Alpi Meridionali costituito da una spessa pila di rocce sedimentarie le più antiche delle quali risalgono a oltre 300 m.a. Le rocce più antiche affioranti in provincia sono gneiss datati più di 360 m.a. e derivano dal metamorfismo di sedimenti arenacei ed argillosi. Sopra questo basamento metamorfico si trovano rocce magmatiche e sedimentarie. Le prime sono rappresentate in particolare dalla formazione del granofiro di Cuasso al Monte (269 m.a.), mentre le seconde costituiscono le imponenti banconate calcaree mesozoiche e le numerose successioni di sedimenti marini diffuse in gran parte della provincia. Verso la fine dell'era mesozoica si depositano calcari biancastri a grana fine con noduli di selce, in ambiente marino profondo. In seguito, con l'apertura dell'Oceano Atlantico, compaiono depositi argillosi e marnosi cui seguiranno sedimenti di mare sempre meno profondo, testimonianza dei fenomeni di chiusura della Tetide. Le glaciazioni del quaternario hanno rimodellato la superficie generando l'attuale situazione caratterizzata, in prossimità dei laghi, da una vasta coltre di colline moreniche e in pianura da ampie distese fluvioglaciali.
Propongo due uscite: una a carattere geologico, la seconda a carattere geomorfologico.
Uscita geologica
L'escursione parte dal Lago di Lugano o Ceresio dove affiorano lo gneiss e il granofiro. Si incontrano così le formazioni più antiche, alla base della colonna stratigrafica della Provincia di Varese. Si conclude sul Lago di Varese, dove in una bellissima cava affiora un caratteristico flysch costituito da sedimenti arenacei più grossolani alternati a strati marnosi. Con l'ausilio di specifiche schede ogni escursionista potrà effettuare una prima classificazione delle rocce osservate, giungendo al termine a collocare le diverse formazioni nel tempo, ricostruendo la storia geologica della provincia.
Uscita geomorfologica
La Brughiera del Vigano, situata tra i comuni di Golasecca e Somma Lombardo, permette l'osservazione e lo studio di numerosi aspetti del quaternario. Il percorso si snoda in un singolare bosco di Pinus rigida su una collina morenica digradante verso il corso del Fiume Ticino che ha scavato il suo corso nei sedimenti generando imponenti anse. Gli aspetti fluvio-glaciali sono rappresentati da ciottoli arrotondati di diversa granulometria e da un enorme masso erratico.









